MALTEMPO su tutta Italia sino al 10, rischio alluvioni

Maltempo a ripetizione: Italia sotto assedio nella prima decade di febbraio

La prima decade di febbraio rischia di trasformarsi in una vera e propria maratona perturbata per l’Italia, con accumuli di pioggia che, in alcune aree, potrebbero risultare davvero ingenti. Se il trend dovesse confermarsi, l’inverno 2025-2026 potrebbe candidarsi a essere uno dei più miti e piovosi degli ultimi decenni, con temperature spesso sopra la media e precipitazioni molto frequenti.

Il flusso atlantico, infatti, continuerà a scorrere senza sosta verso il Mediterraneo, inviando una perturbazione dopo l’altra almeno fino al 10 febbraio. Una dinamica che non lascia spazio a pause significative e che mantiene il Paese in un contesto di instabilità quasi permanente.

Martedì 3: piogge al nord e sul versante tirrenico centrale, neve sul Piemonte e i fondovalle alpini

La prima perturbazione della serie colpirà soprattutto il nord Italia e le regioni centrali tirreniche, (segnatamente la Toscana, sottovento parziale per Emilia orientale e Romagna), portando piogge diffuse e localmente intense. Le temperature si porteranno su valori miti al centro-sud, ci sarà del freddo umido con la neve che cadrà a quote molto basse sul Piemonte, l’Appennino ligure di Ponente e in genere l’arco alpino e i relativi fondovalle. Qui una mappa riassuntiva delle precipitazioni previste secondo il modello SUISSE hd 4×4 su base grafica Meteociel:

Mercoledì 4: depressione sul Mediterraneo, maltempo al centro, Sardegna e nord-est

Un minimo depressionario più strutturato attraverserà la Penisola, concentrando il maltempo sulle regioni centrali, la Campania, sulla Sardegna e sul nord-est. Possibili rovesci forti e venti sostenuti. Parziale estensione dei fenomeni anche al resto del sud. Più asciutto sull’estremo nord-ovest. Ancora neve sulle Alpi oltre gli 800-1000m. Ecco una mappa della sommatoria dei fenomeni prevista per la giornata di mercoledì 4 secondo il modello SUISSE hd 4×4 su base grafica Meteociel:

Giovedì 5: nuovo impulso perturbato

La stessa depressione invierà un ulteriore impulso instabile, che coinvolgerà ancora una volta le regioni tirreniche e il nord-est, est Lombardia, con piogge frequenti e locali temporali, come si vede in questa mappa del modello GFS su base grafica Meteociel, fenomeni intensi sull’alto Veneto e l’alto Friuli con neve oltre i 1200m sulle Alpi.

Venerdì 6: perturbazione da ovest, piogge quasi ovunque

Un nuovo fronte atlantico avanzerà da ovest, distribuendo precipitazioni su gran parte del Paese. Le prime regioni a essere interessate saranno nord-ovest e Tirreno, con neve sulle Alpi e sull’Appennino settentrionale oltre i 1200 metri.
Ecco una mappa riassuntiva delle precipitazioni previste tratta dal modello GFS su base grafica Meteociel:

Weekend: tregua al nord, instabilità al centro-sud

Sabato e domenica vedranno un parziale miglioramento al nord, mentre il centro-sud resterà esposto a rovesci e locali temporali, in un contesto termico ancora piuttosto mite.

Lunedì 9: nuova depressione, maltempo generalizzato

L’inizio della nuova settimana non porterà alcuna svolta: un’altra depressione raggiungerà l’Italia, determinando maltempo diffuso. Clima mite al centro-sud, leggermente più freddo al nord, dove la neve potrà scendere fin verso i 1000 metri.

Una situazione senza via d’uscita (almeno fino al 12)

Il quadro generale non mostra segnali di cambiamento prima del 12 febbraio: il flusso perturbato continuerà a dominare, mantenendo l’Italia in una fase estremamente dinamica e umida.

Sintesi finale

La prima decade di febbraio sarà caratterizzata da perturbazioni quasi quotidiane, con piogge abbondanti e temperature sopra la media, soprattutto al centro-sud. Il nord vedrà qualche breve tregua nel weekend, ma il centro-sud resterà spesso sotto rovesci e temporali. Neve a bassa quota solo martedì 3 al nord-ovest e nei fondovalle alpini, per il resto nelle Alpi oltre i 1000–1200 metri, in Appennino neve solo sulle cime e gravi conseguenze sull’innevamento delle piste delle località sciistiche poste a quote medio-basse. Una configurazione che, se confermata, potrebbe rendere l’inverno 2025-2026 uno dei più miti e piovosi degli ultimi anni, con l’unica consolazione della mancanza del solito anomalo anticiclone, che in passato aveva portato molta siccità. Il rischio invece ora è di ritrovarci con delle alluvioni.

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Alessio Grosso


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