Arriverà il grande FREDDO entro il 15 febbraio? Le analisi

Vortice polare indeciso e modelli in disaccordo: l’inverno gioca a nascondino

Se c’è una cosa che questo inverno 2025-2026 ci sta insegnando, è che la stagione fredda può essere sorprendentemente… riluttante. E mentre l’Italia continua a vivere un febbraio dal sapore tardo autunnale, i due principali modelli previsionali, ECMWF e GFS, sembrano impegnati in una sorta di dibattito meteorologico su quando e come il vortice polare deciderà di spezzarsi in due.

ECMWF: “Calma, ci arriviamo… ma con comodo”

Il modello europeo mantiene una linea prudente. La divisione del vortice polare in due lobi viene vista solo dal 15 febbraio, e per di più con una configurazione che potrebbe risultare poco incisiva per l’Italia. In altre parole: sì, la stratosfera potrebbe finalmente mostrare un po’ di dinamismo, ma la posizione dei due lobi non garantisce affatto un affondo freddo verso le nostre latitudini. Potremmo ritrovarci spettatori, più che protagonisti. Questa è la situazione prevista in stratosfera sino al 10 febbraio, c’è un riscaldamento come vedete, ma il vortice polare non è diviso, solo allungato verso il nord America, base grafica Meteociel:

GFS: “Spettacolo in arrivo già dopo il 10!”

Il modello GFS, invece, continua imperterrito a proporre da giorni una splendida divisione del vortice polare già subito dopo il 10 febbraio, come si vede in questa mappa su base grafica Meteociel:

Una dinamica che, se trovasse un adeguato accoppiamento con la troposfera, potrebbe aprire scenari ben più interessanti per l’Italia. Il meccanismo sarebbe quello classico: un’iniezione di aria mite verso i poli favorita da un’elongazione verso nord dell’anticiclone delle Azzorre, e conseguente discesa di aria fredda verso le medie latitudini.

Il condizionale, però, resta d’obbligo: senza coupling, tutto rimane confinato in stratosfera, come un fuoco d’artificio che esplode… ma troppo in alto per essere visto.

Intanto, fino al 10-12 febbraio: autunno 2.0

Su una cosa i modelli concordano: fino al 10-12 febbraio non cambia nulla. L’Italia continuerà a essere attraversata da un flusso atlantico vivace, umido, mite, con piogge frequenti, neve sulle Alpi (e questo va bene) con temperature che ricordano più fine novembre che febbraio. Le mappe parlano chiaro: l’inverno, quello vero, resta in panchina, ecco una mappa prevista per il 9 febbraio con una famiglia di depressioni che ha invaso l’Europa e una in visita anche all’Italia:

Da metà mese: ondulazioni, tentativi, ma niente certezze

Dopo il 15 febbraio, la circolazione potrebbe finalmente mostrare qualche ondulazione più marcata, segno di un’atmosfera che prova a riorganizzarsi. Ma per un’eventuale ondata di freddo – ormai tardiva, da “zona Cesarini” – bisognerà probabilmente attendere l’ultima decade del mese. E anche qui, tutto dipende dal famoso coupling: senza quello, nessun colpo di scena. Ecco comunque una delle ondulazioni previste dal modello GFS intorno alla metà di febbraio, su base grafica Meteociel, sarebbe un primo passo avanti, anche se debole, per un ritorno a temperature più invernali:

Il fantasma del 2018… ma con meno convinzione

Il paragone con fine febbraio 2018 viene naturale: anche allora il vortice polare si divise tardi, ma con effetti clamorosi. Questa volta, però, tra gli addetti ai lavori circola più scetticismo. Le emissioni recenti sono meno aggressive, meno convinte, meno “da evento storico”. Insomma: il revanchismo invernale è possibile, ma non garantito.

Conclusione

L’inverno 2025-2026 continua a muoversi come un attore indeciso: entra in scena, esce, rientra, poi si ferma dietro le quinte. ECMWF e GFS litigano sulla trama, il vortice polare temporeggia, e noi restiamo sotto un flusso atlantico che sembra non voler mollare la presa. Se arriverà un colpo di coda freddo, sarà tardivo e tutt’altro che scontato. Per ora, l’unica certezza è che febbraio ha deciso di vestirsi d’autunno… e lo fa con una certa convinzione.

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Alessio Grosso


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